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Una successione, passo per passo

C’è un termine da rispettare, dodici mesi, e una scelta da non fare per distrazione. Il resto si può affrontare con calma: quasi tutto si recupera una volta sola.

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I primi giorni

Non c’è niente di urgente da firmare. La cosa utile in questa fase è capire se esiste un testamento e cominciare a raccogliere i certificati, che richiedono tempo.

Che cosa serve a questo punto

Non toccare i conti e non vendere niente

Prelevare dal conto del defunto, vendere l’auto o disporre dei suoi beni può valere come accettazione tacita dell’eredità. Chi ha accettato non può più rinunciare — e se poi emergono debiti, li eredita. È l’errore più frequente e il più difficile da rimediare: si fa per praticità, nei giorni in cui non si ragiona.

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Se c’è un testamento

Il testamento scritto a mano non produce effetti finché non viene pubblicato: si porta al notaio, che ne redige il verbale di pubblicazione. Il testamento pubblico, fatto a suo tempo davanti al notaio, è già nel suo archivio.

Che cosa serve a questo punto

Adesso serve questoDocumenti per la successioneI due elenchi completi: quello della dichiarazione e quello della pubblicazione.

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Ricostruire il patrimonio

È la parte che porta via più tempo, e non sono i certificati: è ricordarsi che cosa c’era e dove. Immobili, conti, titoli, partecipazioni, e le donazioni fatte in vita.

Che cosa serve a questo punto

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Accettare o rinunciare

Con il quadro in mano si decide. Si può accettare, rinunciare, oppure accettare con beneficio d’inventario, che tiene separato il patrimonio del defunto dal proprio.

Che cosa serve a questo punto

Se fra gli eredi c’è un minore

L’accettazione con beneficio d’inventario non è una scelta ma un obbligo, e richiede l’autorizzazione del giudice tutelare. Conviene saperlo subito, perché allunga i tempi.

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La dichiarazione di successione

È l’adempimento fiscale: si comunica all’Agenzia delle Entrate che cosa c’era e a chi va. Lo studio la predispone e la trasmette, e da lì partono le volture catastali.

Che cosa serve a questo punto

Dodici mesi dalla morte

È il termine per presentarla, ed è quello che sorprende più spesso. Conviene muoversi molto prima: reperire certificati e atti di provenienza richiede tempo, soprattutto se gli immobili sono in comuni diversi.

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Dividere, se lo volete

Con la dichiarazione gli eredi diventano comproprietari di tutto insieme, ciascuno per la sua quota. Per avere ciascuno un bene determinato serve un secondo atto: la divisione.

Che cosa serve a questo punto

Fermarsi a metà è quello che crea le liti

Molte famiglie chiudono la dichiarazione e non fanno la divisione. Restano comproprietari per anni, e ogni decisione sull’immobile — venderlo, affittarlo, ristrutturarlo — richiede l’accordo di tutti. Basta un disaccordo per bloccare tutto.

Adesso serve questoChiedi un preventivoPer la divisione il costo dipende dal valore e dalla composizione dell’asse: il modulo fa le domande giuste.

Le spunte e la tappa restano su questo dispositivo, nel browser: non arrivano allo studio e non servono conti da aprire. Puoi anche stampare la pagina e portartela dietro.

Quando hai le idee chiare

Un preventivo, di norma in giornata

Le domande sono poche e la risposta arriva scritta, con il dettaglio di cosa è imposta e cosa è onorario.

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