Una successione, passo per passo
C’è un termine da rispettare, dodici mesi, e una scelta da non fare per distrazione. Il resto si può affrontare con calma: quasi tutto si recupera una volta sola.
Ti manca ancora
Per la tappa in cui sei hai tutto. Puoi spuntare anche le tappe successive per portarti avanti.
1 di 6
I primi giorni
Sei qui
Non c’è niente di urgente da firmare. La cosa utile in questa fase è capire se esiste un testamento e cominciare a raccogliere i certificati, che richiedono tempo.
Che cosa serve a questo punto
Non toccare i conti e non vendere niente
Prelevare dal conto del defunto, vendere l’auto o disporre dei suoi beni può valere come accettazione tacita dell’eredità. Chi ha accettato non può più rinunciare — e se poi emergono debiti, li eredita. È l’errore più frequente e il più difficile da rimediare: si fa per praticità, nei giorni in cui non si ragiona.
2 di 6
Se c’è un testamento
Sei qui
Il testamento scritto a mano non produce effetti finché non viene pubblicato: si porta al notaio, che ne redige il verbale di pubblicazione. Il testamento pubblico, fatto a suo tempo davanti al notaio, è già nel suo archivio.
Che cosa serve a questo punto
3 di 6
Ricostruire il patrimonio
Sei qui
È la parte che porta via più tempo, e non sono i certificati: è ricordarsi che cosa c’era e dove. Immobili, conti, titoli, partecipazioni, e le donazioni fatte in vita.
Che cosa serve a questo punto
4 di 6
Accettare o rinunciare
Sei qui
Con il quadro in mano si decide. Si può accettare, rinunciare, oppure accettare con beneficio d’inventario, che tiene separato il patrimonio del defunto dal proprio.
Che cosa serve a questo punto
Se fra gli eredi c’è un minore
L’accettazione con beneficio d’inventario non è una scelta ma un obbligo, e richiede l’autorizzazione del giudice tutelare. Conviene saperlo subito, perché allunga i tempi.
5 di 6
La dichiarazione di successione
Sei qui
È l’adempimento fiscale: si comunica all’Agenzia delle Entrate che cosa c’era e a chi va. Lo studio la predispone e la trasmette, e da lì partono le volture catastali.
Che cosa serve a questo punto
Dodici mesi dalla morte
È il termine per presentarla, ed è quello che sorprende più spesso. Conviene muoversi molto prima: reperire certificati e atti di provenienza richiede tempo, soprattutto se gli immobili sono in comuni diversi.
6 di 6
Dividere, se lo volete
Sei qui
Con la dichiarazione gli eredi diventano comproprietari di tutto insieme, ciascuno per la sua quota. Per avere ciascuno un bene determinato serve un secondo atto: la divisione.
Che cosa serve a questo punto
Fermarsi a metà è quello che crea le liti
Molte famiglie chiudono la dichiarazione e non fanno la divisione. Restano comproprietari per anni, e ogni decisione sull’immobile — venderlo, affittarlo, ristrutturarlo — richiede l’accordo di tutti. Basta un disaccordo per bloccare tutto.
Le spunte e la tappa restano su questo dispositivo, nel browser: non arrivano allo studio e non servono conti da aprire. Puoi anche stampare la pagina e portartela dietro.