Successioni e testamenti
Che cosa fare quando muore un familiare, e come disporre per tempo di quello che si lascia.
È la materia in cui si arriva nel momento peggiore. Lo studio cerca di ridurre al minimo quello che deve fare la famiglia, occupandosi direttamente dei certificati e delle visure.
Gli atti di cui ci occupiamo
- Dichiarazione di successione
- L'adempimento fiscale da fare entro dodici mesi dalla morte. Non è un atto notarile in senso stretto, ma lo studio la predispone e la trasmette, con le volture catastali che ne conseguono.
- Testamento pubblico
- Si detta al notaio davanti a due testimoni. Resta conservato nel suo archivio e non si può perdere, contestare per autenticità o distruggere.
- Pubblicazione di testamento olografo
- Il testamento scritto a mano, dopo la morte, va portato dal notaio che ne redige il verbale di pubblicazione: prima di quel momento non produce effetti.
- Accettazione con beneficio d'inventario
- Accettare l'eredità tenendo separato il proprio patrimonio da quello del defunto. È la via obbligata quando fra gli eredi ci sono minori.
- Rinuncia all'eredità
- Rifiutare l'eredità, in genere quando i debiti superano i beni. Ha forma e termini precisi.
- Divisione ereditaria
- Sciogliere la comunione fra gli eredi assegnando a ciascuno beni determinati, invece di quote su tutto.
- Patto di famiglia
- Trasferire l'azienda o le partecipazioni a chi continuerà l'attività, mettendo d'accordo fin d'ora anche gli altri legittimari.
Quello che conviene sapere
I dodici mesi
La dichiarazione di successione va presentata entro un anno dalla morte. È il termine che sorprende più spesso: conviene muoversi molto prima, perché reperire certificati e atti di provenienza richiede tempo, soprattutto se gli immobili sono in comuni diversi.
Non si può disporre di tutto
La legge riserva una quota — la legittima — al coniuge, ai figli e, in mancanza di figli, agli ascendenti. Un testamento che la ignora non è nullo, ma può essere impugnato. Sapere in anticipo quanto spazio si ha è metà del lavoro.
Successione e divisione sono due cose diverse
Con la dichiarazione di successione gli eredi diventano comproprietari di tutto insieme. Per avere ciascuno il proprio serve un secondo atto, la divisione. Molte liti fra fratelli nascono dall'aver fermato il percorso a metà.
Approfondimenti
Come sapere se esiste un testamento dopo la morte di un familiareDopo la morte di una persona, per sapere se esiste un testamento si interroga il Registro generale dei testamenti (RGT), tenuto dal Ministero della Giustizia. La richiesta può essere fatta da chiunque presenti il certificato di morte. Il Registro non contiene il testo del testamento, ma indica se è stato depositato o pubblicato, e presso quale notaio.
Chi eredita se non c'è testamento, e in che quoteSenza testamento è la legge a dire chi eredita, in un ordine preciso: prima il coniuge e i figli; senza figli, il coniuge, i genitori (o i nonni) e i fratelli; poi gli altri parenti fino al sesto grado e, se manca chiunque, lo Stato. Quanto spetta a ciascuno dipende da chi altro c'è.
Voglio vendere la casa ereditata: perché il notaio parla di accettazione tacitaSe hai ereditato un immobile e vuoi venderlo, il notaio ti chiederà di trascrivere l'accettazione tacita dell'eredità. Senza questa formalità la vendita non si può fare, perché nei registri immobiliari manca il passaggio che ti collega al defunto come proprietario.
Che cosa fare nei primi mesi dopo un decesso, in ordineDopo un decesso ci sono adempimenti con scadenze diverse: alcune a giorni, altre a mesi, una a un anno. Qui trovi l'ordine cronologico — dalla dichiarazione di morte alla dichiarazione di successione — con i termini di legge e le conseguenze se li salti.
Successione con immobili: quali documenti servono davveroSe nella successione ci sono immobili, quello che devi procurarti è meno di quanto si creda: le visure catastali e ipotecarie le fa lo studio per te. A te serve soprattutto l'atto con cui il defunto aveva acquistato ogni immobile.