Come sapere se esiste un testamento dopo la morte di un familiare
Dopo la morte di una persona, per sapere se esiste un testamento si interroga il Registro generale dei testamenti (RGT), tenuto dal Ministero della Giustizia. La richiesta può essere fatta da chiunque presenti il certificato di morte. Il Registro non contiene il testo del testamento, ma indica se è stato depositato o pubblicato, e presso quale notaio.

A cosa serve il Registro generale dei testamenti
Il Registro generale dei testamenti — in sigla RGT — è un archivio nazionale gestito dall’Ufficio centrale degli archivi notarili, che dipende dal Ministero della Giustizia. È stato istituito in attuazione della Convenzione di Basilea del 16 maggio 1972 (ratificata con la legge 25 maggio 1981 n. 307) e raccoglie le iscrizioni relative ai testamenti pubblici ricevuti da un notaio, ai testamenti olografi depositati presso un notaio e ai testamenti segreti (art. 629 c.c.).
Il punto importante è questo: il Registro non conserva il testo del testamento. Conserva solo la notizia che un certo testamento esiste — o meglio, che è stato iscritto — e indica il notaio presso il quale è depositato o è stato pubblicato. È un indice, non un archivio di contenuti.
Come funziona la ricerca
La richiesta si presenta dopo la morte del testatore. Finché il testatore è in vita, il Registro non rilascia informazioni a terzi: la riservatezza è tutelata dalla Convenzione stessa.
Dopo il decesso, chiunque può chiedere la ricerca, purché alleghi il certificato di morte (o un estratto dell’atto di morte). Non serve dimostrare di essere erede o parente.
Per interrogare il Registro basta il certificato di morte. Per pubblicare un testamento, invece, occorre l’estratto dell’atto di morte, e il certificato non lo sostituisce (art. 620 c.c.). Conviene quindi chiedere al Comune direttamente l’estratto: vale per tutte e due le cose e ti evita una seconda richiesta.
La richiesta si può rivolgere all’Ufficio centrale degli archivi notarili oppure a un Archivio notarile distrettuale, che di solito è più comodo di quello centrale. Si può presentare per posta, di persona, oppure — ed è la via più semplice — compilando il modulo disponibile sul sito del Ministero della Giustizia. Va indicato il nome completo del defunto, la data di nascita, la data di morte e il luogo di morte.
La risposta è un certificato, che ha due esiti possibili:
- risulta un’iscrizione: il certificato indica il tipo di testamento e il notaio depositario o quello che lo ha pubblicato;
- non risulta alcuna iscrizione: significa che nessun testamento è stato iscritto al Registro, non che il testamento non esista (su questo punto torno fra poco).
Il limite del Registro: i testamenti olografi non depositati
Qui sta il passaggio che crea più confusione. Il RGT conosce i testamenti che qualcuno ha iscritto: un notaio che riceve un testamento pubblico o che accetta il deposito di un olografo o di un segreto è obbligato a iscriverlo. Ma un testamento olografo che il testatore ha scritto e tenuto in un cassetto, senza mai portarlo da un notaio, non è iscritto da nessuna parte.
In altre parole, un esito negativo della ricerca al RGT non esclude che un testamento olografo esista. Può trovarsi fra le carte del defunto, in una cassetta di sicurezza, presso un familiare o un fiduciario.
Lo stesso limite vale quando la ricerca dà esito positivo. Se il Registro indica un testamento, non è detto che sia l’ultimo: dopo averlo fatto, il testatore può averne scritto un altro, olografo e mai depositato, che revoca o modifica quello trovato (artt. 680 e 682 c.c.). Le carte del defunto vanno quindi controllate comunque, anche quando il Registro ha già dato una risposta.
Per questo motivo, quando si apre una successione è buona prassi fare due cose in parallelo: chiedere la ricerca al RGT e controllare i documenti personali del defunto. Le altre cose da fare in quel periodo sono in Che cosa fare nei primi mesi dopo un decesso.
Cosa succede quando si trova un testamento olografo
Se un testamento olografo viene trovato — in casa, in una cassetta di sicurezza, fra le carte di un familiare — va portato da un notaio per la pubblicazione. La pubblicazione è l’atto con cui il notaio verbalizza il contenuto del testamento e lo rende conoscibile agli interessati (artt. 620 e 621 c.c.). I documenti da portare, a cominciare dall’estratto dell’atto di morte, sono nell’elenco dei documenti per successioni e testamenti, alla voce sulla pubblicazione del testamento olografo.
Chiunque sia in possesso di un testamento olografo è obbligato a presentarlo a un notaio per la pubblicazione appena ha notizia della morte del testatore (art. 620 c.c.). Non farlo espone a responsabilità.
Dopo la pubblicazione, il notaio comunica l’esistenza del testamento al Registro generale dei testamenti, così che eventuali ricerche successive trovino la notizia.
Cosa fare in pratica: i passaggi
Se è morto un familiare e vuoi sapere se aveva fatto testamento, i passaggi sono questi:
- procurati l’estratto dell’atto di morte (lo rilascia il Comune dove è avvenuto il decesso): per la ricerca basterebbe il certificato, ma l’estratto serve comunque se c’è un testamento da pubblicare;
- presenta la richiesta di ricerca al Registro generale dei testamenti: a un Archivio notarile distrettuale, che di solito è la via più comoda, oppure all’Ufficio centrale degli archivi notarili, anche per posta o tramite il sito del Ministero della Giustizia;
- nel frattempo, e anche se il Registro ha già indicato un testamento, cerca fra le carte personali del defunto e, se aveva una cassetta di sicurezza, chiedi alla banca le modalità per l’apertura;
- se trovi un testamento olografo, portalo da un notaio per la pubblicazione;
- se il Registro non restituisce risultati e non trovi nulla fra le carte, la successione si regola secondo le norme sulla successione legittima (artt. 565 e seguenti c.c.): chi eredita, e in che quote, è spiegato in Chi eredita se non c’è testamento.
La ricerca del testamento è solo il primo passo. Quelli che vengono dopo, fino alla dichiarazione di successione, sono nel percorso della successione.
Testamenti depositati presso un notaio cessato
Può capitare che il Registro indichi un notaio che nel frattempo ha cessato l’attività. In quel caso gli atti sono custoditi dall’Archivio notarile distrettuale competente per territorio: è lì che si chiede la copia o si avvia la pubblicazione.
Il Registro copre anche testamenti fatti all’estero?
La Convenzione di Basilea prevede un sistema di collaborazione fra i registri nazionali dei Paesi aderenti. Se il testatore aveva legami con un altro Stato firmatario, è possibile estendere la ricerca tramite lo stesso Ufficio centrale. I Paesi aderenti e la procedura sono indicati sul sito del Ministero della Giustizia.
Domande frequenti
La ricerca al Registro generale dei testamenti può essere fatta prima della morte del testatore?
No. Finché il testatore è in vita, la riservatezza è protetta dalla Convenzione di Basilea del 16 maggio 1972 e il Registro non rilascia informazioni a terzi. La ricerca si può fare solo dopo il decesso, presentando il certificato di morte.
Se il Registro non trova nulla, posso essere certo che non esista un testamento?
No. Il Registro conosce solo i testamenti iscritti: quelli pubblici, quelli segreti e gli olografi depositati presso un notaio. Un testamento olografo conservato dal testatore in casa o altrove non risulta. Va sempre verificato fra le carte personali del defunto.
Se il Registro trova un testamento, è sicuramente l'ultimo?
No. Il Registro dice che quel testamento è stato iscritto, non che sia l'ultimo. Il testatore può averne scritto dopo un altro, olografo e mai depositato, che revoca o modifica quello trovato. Per questo le carte del defunto vanno controllate anche quando la ricerca ha dato esito positivo.
Chi può chiedere la ricerca al Registro?
Chiunque, purché presenti il certificato di morte o un estratto dell'atto di morte. Non occorre dimostrare di essere erede o parente del defunto.
Ho trovato un testamento olografo in casa del defunto: cosa devo fare?
Devi portarlo a un notaio per la pubblicazione (art. 620 c.c.). Chiunque sia in possesso di un testamento olografo è obbligato a presentarlo appena ha notizia della morte del testatore. Per la pubblicazione serve l'estratto dell'atto di morte, non il certificato.
Se vuoi sapere quanto costerebbe l'atto, chiedi un preventivo: la risposta arriva scritta, di norma in giornata.
Aggiornata al 8 ottobre 2026.
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