Il valore catastale, dalla rendita
È la base su cui si pagano le imposte quando una persona compra una casa o un box da un privato. Per molti altri immobili non serve: te lo diciamo, invece di darti un numero inutile.
Valore catastale
È la base dell'imposta di registro: 2% con i benefici «prima casa», 9% senza, con un minimo di 1.000 €. Per il totale, con ipotecaria, catastale, tassa d'archivio e mutuo: calcola le imposte sull'acquisto.
Valori aggiornati al 16 settembre 2026.
Che cos'è la rendita catastale, e dove si trova
Ogni casa, box o cantina iscritta al catasto ha una rendita: un reddito convenzionale che il catasto le attribuisce secondo la categoria, la classe e la consistenza. Non ha niente a che vedere con un affitto vero, ma è il punto di partenza di quasi tutte le imposte sugli immobili.
Si trova nella visura catastale, che si ottiene dall'Agenzia delle Entrate, anche online, e di solito anche nell'atto con cui il venditore aveva comprato. Casa e box hanno rendite separate: se si comprano insieme, si sommano.
Dalla rendita al valore catastale
Per le imposte d'acquisto la rendita si aumenta del 5% e si moltiplica per un coefficiente: 110 con i benefici «prima casa», 120 senza. Con una rendita di 1.000 € il valore catastale è 115.500 € con i benefici e 126.000 € senza.
Lo stesso coefficiente vale per le pertinenze — box, cantina, posto auto — comprate insieme alla casa o con un atto separato. Le case di categoria A/1, A/8 e A/9 usano sempre il 120, perché non possono avere i benefici «prima casa».
Sono i moltiplicatori delle imposte d'atto, e l'IMU ne usa altri: un valore trovato per l'IMU non vale per il rogito.
A che cosa serve quando si compra casa
Quando una persona compra da un privato una casa o una sua pertinenza, l'imposta di registro si paga sul valore catastale e non sul prezzo: è il prezzo-valore. Su quel valore si applica il 2% con i benefici «prima casa» e il 9% senza, con un minimo di 1.000 €.
Negli altri casi il valore catastale non serve, e lo strumento non lo dà: per uffici, negozi, capannoni e terreni, o quando compra una società, le imposte si pagano sul prezzo; quando vende un'impresa con IVA, sono fisse. Il totale, con ipotecaria, catastale, tassa d'archivio e mutuo, è nel calcolo delle imposte sull'acquisto.
Non è il valore di mercato
Il valore catastale è una grandezza fiscale, e di solito è molto più basso di quello che la casa vale sul mercato. Non serve a stabilire il prezzo: nell'atto il prezzo si scrive comunque per intero, com'è stato pattuito.
Se la rendita non corrisponde alla casa com'è davvero — una stanza divisa, una veranda chiusa, un bagno aggiunto — cambiano anche le imposte, e non solo quelle del rogito: conformità catastale, chi la dichiara e chi la paga.
Domande frequenti
Come si calcola il valore catastale della prima casa?
Si prende la rendita catastale, la si aumenta del 5% e la si moltiplica per 110. Con una rendita di 800 € il valore catastale è 92.400 €.
E se non è la prima casa?
Il coefficiente è 120: la rendita aumentata del 5%, per 120. Con una rendita di 800 € fa 100.800 €.
Dove trovo la rendita catastale?
Nella visura catastale, che si ottiene dall'Agenzia delle Entrate, anche online. Di solito è riportata anche nell'atto con cui il venditore aveva comprato.
È lo stesso valore che si usa per l'IMU?
No. Si parte dalla stessa rendita, ma l'IMU usa moltiplicatori diversi. Per le imposte del rogito vale il valore calcolato con i coefficienti delle imposte d'atto, che sono quelli di questa pagina.
Perché per un ufficio o un negozio il calcolo non dà un numero?
Perché lì il valore catastale non serve: il prezzo-valore riguarda le case e le loro pertinenze comprate da persone. Per gli altri immobili le imposte si pagano sul prezzo, o sono fisse se la vendita è con IVA.